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Il decreto legge n.4 del 28 gennaio 2019, la cosiddetta Quota 100, prevede che il personale del settore della pubblica istruzione che andrà in pensione dal primo settembre 2019 possa presentare richiesta di finanziamento per un importo massimo di 45000 euro, quale anticipo del TFS/TFR.

Situazione prima di Quota 100: scuola e settore pubblico

Per comprendere l’importanza di quanto previsto da Quota 100 bisogna dare necessariamente uno sguardo a quanto accadeva prima di questa riforma. I dipendenti pubblici giunti alla pensione dovevano aspettare dai 12 ai 24 mesi prima di godere di un anticipo di 50000€ sul TFR maturato

Salvo in caso di cessazione del rapporto di lavoro per sopraggiunta inabilità o morte, il neo-pensionato si vedeva riconoscere l’accredito del suo TFR solo dopo due anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Un tempo davvero troppo lungo.

Novità 2019 Quota 100: scuola e settore pubblico

In questo quadro, Quota 100 stabilisce che il neo-pensionato che andrà in pensione dal primo settembre 2019 può chiedere l’anticipo sul TFS/TFR mediante un finanziamento a tasso agevolato fino ad un massimo di 45000 €.

Questo acconto sull’indennità di buonuscita, altrimenti noto come TFR - Trattamento di Fine Rapporto o del TFS - Trattamento di Fine Servizio, viene erogato in massimo 75 giorni dal giorno della richiesta. Tempistiche più rapide e condizioni agevolate, dunque. Vediamole in dettaglio.

Finanziamento su TFR/TFS: come funziona

Bisogna aggiungere che prima dell’introduzione di Quota 100, per scuola e settore pubblico, molti istituti di credito offrivano soluzioni di prestito a condizioni particolarmente agevolate, proprio perché in tanti, giunti al pensionamento, avevano necessità di somme per far fronte ad incombenze varie.

Ecco come funziona il finanziamento su TFR/TFS e ricordiamo che i seguenti quattro passaggi devono svolgersi in massimo 75 giorni.

  1. Richiesta del certificato di buonuscita all’INPS o al soggetto erogatore il TFR: questo documento attesta il diritto di aver accesso all’anticipo sul TRF/TFS;
  2. Presentazione della domanda di anticipo presso uno degli istituti di credito aderenti all’iniziativa;
  3. La banca o la finanziaria verifica se vi siano i presupposti per la concessione del finanziamento e restituisce risposta al richiedente;
  4. Dopo appena 15 giorni, le somme oggetto di anticipo vengono trasferite e rientrano nella piena disponibilità del richiedente.

Il legislatore ha inteso dunque estendere a tutti quanto già avveniva in via privata fra neo-pensionati e istituto di credito. Con il decreto Quota 100 ha previsto alcune condizioni particolarmente vantaggiose per l’ex-lavoratore che si avvale dell’anticipo.

Vantaggi del finanziamento sull’anticipo TFR di Quota 100

Fra i vantaggi previsti dall’anticipo del TFR previsti in Quota 100, ci sono le agevolazioni fiscali per le somme ricevute fino a un tetto massimo di 50000 € come base imponibile IRPEF. In particolare, ai fini della dichiarazione dei redditi, scatta una aliquota ridotta sulla buonuscita, via via più conveniente rispetto al tempo trascorso dall’indennità ricevuta:

  1. aliquota del 7,5% dopo 60 mesi;
  2. aliquota del 6,0% dopo 48 mesi;
  3. aliquota del 4,5% dopo 36 mesi;
  4. aliquota del 3,0% dopo 24 mesi;
  5. aliquota del 1,5% dopo 12 mesi.

Come si può notare, ai fini IRPEF risulta particolarmente conveniente chiedere un anticipo sul TFR con Quota 100. Inoltre, ci sono altri vantaggi collegati alla stipula del finanziamento, fra questi ricordiamo l’accesso al credito a tassi prossimi allo zero.

SignorPrestito può illustrarti le soluzioni più convenienti in caso di anticipo del TFR con Quota 100. I nostri consulenti potranno assisterti con il disbrigo delle pratiche, nel pieno rispetto delle tempistiche previste.