Ecco una breve guida alla lettura del cedolino o della busta paga: in questo articolo vediamo come è suddiviso il prospetto di calcolo e come si procede nella determinazione della retribuzione lorda e di quella netta.

Ricordiamo che il cedolino o la busta paga è un documento emesso dal datore di lavoro e serve al lavoratore per controllare la correttezza dei calcoli effettuati ai fini di determinare il compenso mensile, ossia il suo reddito da lavoro dipendente.

Tale documento è fondamentale sia come garanzia da allegare alla richiesta di un prestito presso un istituto di credito sia come prova in caso di controversia legale relativa a risarcimenti richiesti per errori di calcolo. Per questo motivo, è altamente consigliabile raccogliere e conservare ordinatamente le buste paga mensili e i relativi CUD emessi annualmente dal datore di lavoro.

Cedolino stipendio

La busta paga è personale ed è intestata al singolo dipendente. Il cedolino paga si compone di una tabella suddivisa in tre macro aree; vediamole nel dettaglio esponendone la funzione e le voci presenti:

  1. Dati generali

    La prima parte è dedicata ai dati relativi all’azienda datrice di lavoro, comprende: il nome e l’indirizzo, il codice fiscale, le coordinate INPS dell’azienda e la filiale presso cui è assunto il dipendente. Seguono i dati relativi al lavoratore (nome, cognome e codice identificativo; la mansione e il livello di assunzione; i giorni conteggiati e retribuiti nella mensilità di competenza).

  2. Elementi della retribuzione

    La seconda parte ha lo scopo di determinare la paga mensile generale e riassume tutti gli elementi della retribuzione, ossia tutte quelle voci generali prestabilite in fase di sottoscrizione del contratto di lavoro. Queste voci comprendono:

    • la paga base: l’importo può coincidere con il minimo sindacale stabilito dalle contrattazioni collettive (CCNL);
    • l'indennità di contingenza: dovrebbe adeguare la paga al costo della vita e alla svalutazione del denaro; in realtà questa voce è ferma dal 1991;
    • EDR – Elemento Distinto della Retribuzione: avrebbe lo scopo di sopperire al congelamento dell’indennità di contingenza ma anche questa voce è fissa a 10,33 € da diversi anni;
    • gli scatti di anzianità: sono previsti generalmente ogni 2 o 3 anni e concedono aumenti retributivi in relazione all’esperienza acquisita dal dipendente;
    • il terzo elemento, E.A.D.R. ed E.D.A.R: sono elementi aggiuntivi concessi al lavoratore in base al settore lavorativo di appartenenza;
    • il superminimo: è una quota ulteriore riconosciuta a beneficio del lavoratore per suoi particolari meriti e che può essere assorbita dalle future revisioni delle contrattazioni collettive. Questa quota è a discrezione delle parti.
  3. Calcolo competenza mensile
  4. Questa terza parte ha lo scopo di ponderare gli elementi della retribuzione generale alla specifica realtà registrata durante il mese a cui si riferisce la busta paga. Quindi comprende i giorni effettivamente lavorati, gli straordinari, le ferie, i permessi, i giorni di congedo o di malattia, tredicesima e quattordicesima, eccetera. La somma di queste voci determina lo stipendio lordo.

    Allo stipendio lordo bisogna detrarre sia le quote destinate ai contributi INPS sia le ritenute fiscali IRPEF - Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche.

    • Contributi INPS
    • I contributi IVS destinati all’INPS danno diritto a tutto un ventaglio di agevolazioni sociali come il trattamento pensionistico, il sussidio di disoccupazione, la cassa integrazione, l’indennità di malattia, eccetera.

    • Ritenute IRPEF
    • La ritenuta IRPEF è l’imposta pagata sul reddito dalle persone fisiche. All’ammontare lordo determinato dall’applicazione del sistema degli scaglioni, vanno sottratte le quote relative alle detrazioni IRPEF riconosciute sulla base di condizioni personali (lavoro dipendente, familiari a carico, spese particolari, ecc.). La differenza tra IRPEF lorda e le detrazioni stabilisce l’IRPEF netta che il datore di lavoro versa allo Stato per conto del lavoratore dipendente, in quanto sostituto d’imposta.

    • Quota T.F.R.
    • In questa terza parte del cedolino paga solitamente si trova anche un sunto relativo agli accantonamenti T.F.R. – Trattamento di Fine Rapporto. Il T.F.R. è un compenso differito al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

      La quota annua accantonata corrisponde allo stipendio lordo annuo diviso 13,5. Il fondo TFR va aggiornato annualmente applicando l’indice di rivalutazione dell’inflazione stabilito dall’indice ISTAT dei prezzi.

Come leggere cedolino stipendio

Se non siete sicuri di aver controllato adeguatamente il cedolino paga e desiderate ricevere una consulenza professionale che possa aiutarvi a rilevare eventuali errori di calcolo, esistono diverse possibilità sia gratuite sia a pagamento.

  • Tra le soluzioni più economiche ritroviamo il CAF - Centro di Assistenza Fiscale: a seconda della situazione personale, la lettura della busta paga può essere gratuita oppure prevedere un compenso comunque di ridotte dimensioni.
  • Qualora si sia iscritti al Sindacato, bisogna ricordare che questi enti prevedono fra i loro servizi la revisione contabile dei calcoli relativi al cedolino paga.
  • L’ultima ipotesi consiste nel richiedere questo tipo di consulenza ad un commercialista di fiducia. Il compenso in questo caso varia da professionista a professionista e la parcella dovuta può anche essere piuttosto dispendiosa.

Cedolino stipendio e CUD

Il CUD è una certificazione emessa dal sostituto d’imposta, ossia dal datore di lavoro, e che attesta l’ammontare dei redditi percepiti nell’anno fiscale precedente a quello di emissione. Per esempio, il CUD 2019 si riferisce ai redditi percepiti nel 2018.

Questo documento deve essere consegnato al lavoratore entro il 31 marzo e ha la funzione di certificare i compensi da lavoro dipendente percepiti, al fine di determinare la dichiarazione dei redditi con il Modello 730.