Tassi in discesa: il variabile torna competitivo

Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio di MutuiOnline.it, il tasso medio sui mutui a tasso fisso si attesta al 3,24%, mentre il variabile è sceso fino al 2,67%. La differenza tra le due formule si è ampliata durante l'estate, grazie alla stabilizzazione dell'Euribor intorno al 2% e alle pause della BCE nel rialzo dei tassi, mentre gli indici IRS (che influenzano i mutui fissi) sono risaliti leggermente per effetto delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea.

Oggi chi sceglie un mutuo ventennale da 140.000 euro paga una rata media di 753 euro, contro gli 827 euro di gennaio 2025: un risparmio mensile di 74 euro e un vantaggio complessivo di oltre 17.500 euro in vent'anni.

Rispetto a settembre 2024, quando la rata media era di 859 euro, il guadagno è ancora più significativo: 105 euro al mese in meno, per un risparmio totale di oltre 25.000 euro.

Il tasso fisso resta una scelta popolare e stabile, ma oggi risulta più costoso: per lo stesso mutuo ventennale la rata è di 793 euro, circa 39 euro in più al mese rispetto al variabile.

Mutui green: tassi più bassi e vantaggi sostenibili

Tra le tendenze più interessanti del 2025 spiccano i mutui green, dedicati a chi acquista immobili ad alta efficienza energetica o realizza lavori di riqualificazione. Questi prodotti offrono tassi inferiori di circa 40-50 punti base rispetto ai mutui tradizionali e consentono un risparmio tangibile.

Le migliori offerte attuali presentano un TAN del 2,18% per i variabili e del 2,75% per i fissi. Su un mutuo ventennale da 140.000 euro, un mutuo green a tasso variabile comporta una rata di 720 euro, ben 33 euro in meno rispetto alla media, per un risparmio complessivo di circa 8.000 euro. Anche il fisso green è più conveniente, con una rata di 759 euro e un vantaggio totale che supera 8.200 euro.

In un contesto dove la sostenibilità energetica è sempre più premiata, scegliere un mutuo verde non significa solo risparmiare subito, ma anche valorizzare l'immobile nel tempo.

Fisso o variabile? Le famiglie tornano a valutare

Nonostante il ritorno della convenienza del tasso variabile, la maggior parte degli italiani continua a preferire la sicurezza della rata fissa. Nel terzo trimestre 2025, infatti, il 93,8% delle richieste di mutuo riguarda formule a tasso fisso. Tuttavia, si nota un'inversione di tendenza: la quota di mutui variabili è salita dal 2,8% al 4,9%, il livello più alto dall'inizio del 2023.

Questo indica una nuova fiducia nel mercato, spinta dal calo dei tassi e dalla prospettiva di ulteriori ribassi qualora la BCE decidesse un taglio del costo del denaro entro fine anno.

Fonte: MutuiOnline.it