Come funziona l'Ape Sociale e quali sono i requisiti
Entrata in vigore nel 2017, l'Ape sociale è un sussidio erogato dall'Inps e a carico dello Stato, riconosciuto a quelle persone che secondo la normativa risultano “meritevoli di una maggior tutela”.
La norma prevede che i casi in cui a 63 anni si possa uscire anticipatamente dal lavoro siano i seguenti:
- È necessario essere disoccupati, non percepire più, da almeno 3 mesi, la disoccupazione Naspi spettante e avere almeno 30 anni di contributi;
- Assistere da almeno 6 mesi il coniuge o parente di primo grado convivente con un handicap in situazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. È necessario avere almeno 30 anni di contribuzione;
- Essere riconosciuti invalidi civili al 74% e con almeno 30 anni di contributi;
- Lavoratori dipendenti con almeno 36 anni di contributi che abbiano svolto un'attività gravosa per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni oppure per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni.
Come detto precedentemente l'Ape Sociale è soltanto un'indennità sostitutiva. Per la pensione vera e propria bisognerà attendere i 67 anni di età.
Ape sociale non più sperimentale ma in versione strutturale.
Ape Sociale: possibili novità del 2022
La prossima Manovra di Bilancio potrebbe stabilire che l'Ape Sociale dal 2022 non sarà più una misura sperimentale ma definitiva a tutti gli effetti.
Le principali novità dovrebbero riguardare i destinatari dell'anticipo pensionistico. Infatti, oltre ai casi elencati in precedenza, anche altri tipi di lavoratori potrebbero chiedere l'uscita anticipata dal lavoro.
La platea a cui è riservata l'Ape Sociale dovrebbe quindi estendersi includendo altre categorie: la decisione verrà presa sulla base delle indicazioni provenienti da una Commissione tecniche istituita dall'attuale ministro del lavoro Orlando che si sta occupando di studiare la gravosità dei lavori.




