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Licenziamento e Cessione del Quinto

Ultimo aggiornamento: 18/03/2021
prestiti
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Ultimo aggiornamento: 18/03/2021
mano prende un omino di legno fra altri omini di legno

Una delle domande più frequenti che una persona si pone quando decide di chiedere un prestito con Cessione del Quinto è: ma cosa succede se vengo licenziato?

Ricordiamo che la Cessione del Quinto è una particolare forma di finanziamento destinata ai dipendenti di settori pubblici e privati che prevede il rimborso attraverso addebito diretto in busta paga mensile. Quindi questo tipo di prestito risulta strettamente legato all'impiego del richiedente che legittimamente si interroga sul destino della sua cessione del quinto in caso di licenziamento.

Con un contratto di Cessione del Quinto vengono sempre stipulate polizze assicurative a tutela del lavoratore e dell'istituto di credito in caso di licenziamento o fallimento.

Garanzie per i datori di lavoro in caso di licenziamento con Cessione del Quinto in corso

La prima garanzia per i datori di lavoro, in caso di licenziamento di un dipendente con Cessione del Quinto in corso, è la stipula di una polizza assicurativa in grado di coprire i debiti in caso di imprevisti.

Un'altra garanzia risiede nella somma derivante dal TFR, utile a coprire le rate del prestito in caso di licenziamento del dipendente.

Nel caso in cui il lavoratore che è stato sottoposto a licenziamento abbia interrotto il versamento delle rate ma abbia subito trovato un altro impiego, lo stesso sarà tenuto a saldare il debito con la società di assicurazione che ha coperto le rate del prestito con l'istituto di credito.

La polizza utilizzata per questo tipo di eventualità si chiama polizza per perdita di lavoro.

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Cessione del Quinto e Licenziamento per il fallimento dell'azienda

Un licenziamento può purtroppo essere motivato anche da situazioni diverse come ad esempio il fallimento dell'azienda.
In questo caso, quando cioè le motivazioni non sono da imputare al lavoratore bensì ad un fallimento aziendale, del rimborso del debito dovrà farsi carico la società assicurativa.

Se infatti il TFR non dovesse bastare a coprire il debito, sarà la compagnia assicurativa a saldare la restante parte.

Il datore di lavoro però sarà di conseguenza segnalato come cattivo pagatore alla centrale rischi finanziari. Tale segnalazione influirà pesantemente su eventuali richieste future.

Cessione del Quinto e Licenziamento per Giusta Causa

Il licenziamento per giusta causa è una condizione che si verifica quando un comportamento giudicato grave dal datore di lavoro determina la cessazione del rapporto lavorativo.

In questa particolare circostanza, essendo del lavoratore la colpa, l'assicurazione non effettua rimborso del rimanente debitodi Cessione del Quinto. In genere, però, l'istituto di credito può predisporre un piano di rientro che permetta all'ex lavoratore di saldare il debito restante tenendo conto della situazione attuale.

Cambio Lavoro con Cessione del Quinto in Corso

Nel caso in cui si verifichi la condizione di un cambio del posto di lavoro e quindi di dimissioni volontarie sarà necessario comunicare prontamente all'istituto di credito quale sarà la nuova amministrazione in modo che esso possa mettersi in contatto con il nuovo datore di lavoro per il pagamento delle rate mensili.

Questa procedura non risulta particolarmente complessa essendo anche la più frequente.

Cessione Del Quinto e Licenziamento per Dipendenti Privati e Pubblici: Differenze

Esistono delle differenze per quanto riguarda i lavoratori del settore privato e quelli del settore pubblico.

Per i dipendenti privati, se il motivo del licenziamento è da attribuirsi all'azienda, il debito residuo viene coperto dalla polizza assicurativa stipulate al momento del contratto di Cessione del Quinto.

Se, il motivo del licenziamento è da attribuirsi al dipendente, la polizza assicurativa potrebbe non coprire tutto il debito.Al momento della firma del contratto di Cessione, il dipendente accetta che l'istituto di credito stabilisca un vincolo sul TFR maturato, per una cifra pari al debito restante. Se il fondo è superiore al debito, non ci sono problemi; se invece il fondo tfr non copre il debito residuo, allora l'intero tfr viene versato all'istituto che poi concorderà con il cliente il rimborso della parte residua.

Per i dipendenti pubblici la procedura è diversa in quanto non ci sono vincoli sul tfr.Infatti in caso di dimissioni o licenziamento entra in gioco subito l'assicurazione oppure, in caso di immediato nuovo impiego, il nuovo datore di lavoro.

Per saperne di più
Domande frequenti su licenziamento e Cessione del Quinto

In caso di dimissioni, il datore di lavoro versa all'istituto di credito la somma di denaro maturata dal dipendente per non cadere nel rischio di insolvenza.

Se il debito è superiore al TFR, il lavoratore risulterà debitore con la compagnia assicurativa che lo ha coperto. Se il debito risulta inferiore al TFR, al lavoratore verrà pignorato parte dello dello stipendio da parte dell'assicurazione come garanzia per il rimborso.

Non è possibile in quanto il TFR rappresenta per l'istituto di credito un'importante garanzia ai fini del rimborso del finanziamento.