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Quali sono le differenze tra tasso fisso e variabile e qual è il migliore

28/10/2021
informazioni utili
uomo con cravatta rossa fa vedere una lavagna su cui sono indicate due colonne, una per i tassi fissi e una per i tassi variabili, con spazio per indicare i pro e i contro di entrambi.

Meglio il tasso fisso o il tasso variabile? Questa è la domanda che si pone chiunque si trovi nella condizione di accendere un mutuo. Non è una domanda banale e la risposta è determinata da molti fattori. C'è chi preferisce il tasso fisso per non rischiare di ricevere brutte sorprese e c'è chi magari ha maggiore capacità economica e opta per quello variabile che solitamente risulta essere sempre il più basso in una prima fase.

Ma per scegliere bisogna conoscere: e allora vediamo insieme quali sono le differenze tra un tasso fisso e un tasso variabile.

Differenze e tipologie di tasso

Cominciamo con il dire che la prima differenza sostanziale tra tasso fisso e tasso variabile la troviamo negli indici a cui i tassi sono legati. Mentre il tasso fisso è legato all'Eurirs, ovvero quello utilizzato nelle operazioni swap dalle banche europee a copertura del rischio di interesse, il tasso variabile è legato all'Euribor. L'Euribor rappresenta il tasso di interesse medio che si calcola giornalmente ed è quello con cui le banche si scambiano denaro tra loro.

Quando ci si reca in un istituto di credito per richiedere informazioni circa la stipula di un mutuo, vengono proposte tutta una serie di alternative che andremo a vedere di seguito:

  • Mutuo a tasso fisso: resta invariato per tutta la durata così come la rata;
  • Mutuo a tasso variabile:varia in base allEuribor e di conseguenza anche la rata può modificarsi in corso;
  • Mutuo a tasso misto: parte con un determinato tasso e in corso, con scadenze prestabilite in fase di stipula, il richiedente può decidere di modificarlo;
  • Mutuo con tasso capped rate è sostanzialmente un tasso variabile in cui però viene stabilita una percentuale massima di interesse oltre la quale non andare;
  • Mutuo con rata crescente: parte con rata bassa per poi salire;
  • Mutuo con rata decrescente: parte con rata alta per poi scendere nel tempo.

La scelta del tasso fisso o variabile è strettamente legata anche al periodo storico che attraversiamo.

Tasso fisso o variabile: quale conviene?

Come detto in precedenza, per effettuare una scelta è necessario partire dalle basi. Una volta capita la differenza tra il tasso fisso e il tasso variabile e da cosa sono determinati, possiamo fare le nostre valutazioni, anche in base al periodo storico che stiamo vivendo.

Per esempio, se prendiamo come riferimento l'anno 2011, vediamo che l'Euribor (indice che si lega al tasso variabile) oscillava tra l'1,5% ed il 3%, mentre l'Eurirs (indice che si lega al tasso fisso) tra il 3 ed il 3,5%. Quindi, dieci anni fa, la scelta ricadeva quasi obbligatoriamente sul tasso variabile poiché il mutuo a tasso fisso sarebbe stato nettamente meno vantaggioso a causa del costo elevato delle rate.

In questo periodo, invece, i due indici, Euribor ed Eurirs, risultano piuttosto allineati sotto l'1%; questo porta sicuramente a tendere di più verso la richiesta di un mutuo a tasso fisso.La scelta del mutuo a tasso fisso è sicuramente una scelta di stabilità; soprattutto in seguito al delicato periodo post pandemia, sapere, con certezza, qual è la spesa mensile inerente al mutuo permette di gestire al meglio le altre spese.

Per saperne di più
Domande frequenti su tasso fisso e variabile

Il tasso fisso è solitamente il preferito perché rimane stabile nel tempo e non è quindi soggetto a oscillazioni. Di conseguenza anche la rata mensile risulta sempre uguale. Prima di effettuare la scelta il consiglio è quello di valutare gli indici Euribor e Eurirs legati alle tipologie di tasso.

Nel mutuo a tasso fisso, il tasso viene congelato per tutta la durata del mutuo; in quello a tasso variabile, il valore può modificarsi in corso d'opera, diminuendo ma anche aumentando. Quindi, di conseguenza si può valutare come più rischioso quello a tasso variabile perché tendenzialmente più instabile.

L'aumento o la diminuzione di un tasso variabile dipendono dall'indice Euribor; quando questo sale, di conseguenza sale anche il tasso e viceversa.