Differenze e tipologie di tasso
Cominciamo con il dire che la prima differenza sostanziale tra tasso fisso e tasso variabile la troviamo negli indici a cui i tassi sono legati. Mentre il tasso fisso è legato all'Eurirs, ovvero quello utilizzato nelle operazioni swap dalle banche europee a copertura del rischio di interesse, il tasso variabile è legato all'Euribor. L'Euribor rappresenta il tasso di interesse medio che si calcola giornalmente ed è quello con cui le banche si scambiano denaro tra loro.
Quando ci si reca in un istituto di credito per richiedere informazioni circa la stipula di un mutuo, vengono proposte tutta una serie di alternative che andremo a vedere di seguito:
- Mutuo a tasso fisso: resta invariato per tutta la durata così come la rata;
- Mutuo a tasso variabile:varia in base allEuribor e di conseguenza anche la rata può modificarsi in corso;
- Mutuo a tasso misto: parte con un determinato tasso e in corso, con scadenze prestabilite in fase di stipula, il richiedente può decidere di modificarlo;
- Mutuo con tasso capped rate è sostanzialmente un tasso variabile in cui però viene stabilita una percentuale massima di interesse oltre la quale non andare;
- Mutuo con rata crescente: parte con rata bassa per poi salire;
- Mutuo con rata decrescente: parte con rata alta per poi scendere nel tempo.
La scelta del tasso fisso o variabile è strettamente legata anche al periodo storico che attraversiamo.
Tasso fisso o variabile: quale conviene?
Come detto in precedenza, per effettuare una scelta è necessario partire dalle basi. Una volta capita la differenza tra il tasso fisso e il tasso variabile e da cosa sono determinati, possiamo fare le nostre valutazioni, anche in base al periodo storico che stiamo vivendo.
Per esempio, se prendiamo come riferimento l'anno 2011, vediamo che l'Euribor (indice che si lega al tasso variabile) oscillava tra l'1,5% ed il 3%, mentre l'Eurirs (indice che si lega al tasso fisso) tra il 3 ed il 3,5%. Quindi, dieci anni fa, la scelta ricadeva quasi obbligatoriamente sul tasso variabile poiché il mutuo a tasso fisso sarebbe stato nettamente meno vantaggioso a causa del costo elevato delle rate.
In questo periodo, invece, i due indici, Euribor ed Eurirs, risultano piuttosto allineati sotto l'1%; questo porta sicuramente a tendere di più verso la richiesta di un mutuo a tasso fisso.La scelta del mutuo a tasso fisso è sicuramente una scelta di stabilità; soprattutto in seguito al delicato periodo post pandemia, sapere, con certezza, qual è la spesa mensile inerente al mutuo permette di gestire al meglio le altre spese.




