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Come Funzionano i Prestiti per Protestati - Guida Completa

27/12/2021
Categoria: cessione
cessione
27/12/2021

Solitamente chi diventa protestato o cattivo pagatore, a causa di problemi economici, riscontra non poche difficoltà nel richiedere un finanziamento che lo aiuti anche a risollevarsi dalla situazione precedente.

Perché è così difficile ottenere un prestito ed esiste una possibilità per protestati e cattivi pagatori?

La buona notizia è che c'è la possibilità di ottenere il prestito. Approfondiamo insieme l'argomento.

Chi sono i protestati e i cattivi pagatori?

Partiamo dal fatto che chi si ritrova ad essere segnalato come un protestato o un cattivo pagatore, purtroppo, non è visto di buon grado dalle banche perché la storia creditizia che lo riguarda non permette di riporre fiducia per quanto riguarda un nuovo finanziamento.

Tra le tante valutazioni che una banca o un istituto di credito compie prima di concedere il prestito c'è quella che riguarda la reputazione del cliente in qualità di pagatore. Per farlo, vengono consultate delle banche dati:

  • Il CTC, Consorzio di Tutela del Credito che conserva le informazioni negative relative ad un prestito. Il cliente viene inserito all'interno di questi dati se scatta la quarta rata insoluta oppure a partire dal centoventesimo giorno di ritardo nel pagamento;
  • Il CRIF, Centrale dei Rischi Finanziari, una banca dati dove sono inseriti tutti finanziamenti esistenti, anche quelli rifiutati e dove sono segnalati i comportamenti del pagatore.

Per protestati e cattivi pagatori esiste una forma di prestito che li tutela da possibili ulteriori ritardi.

Ma quindi, c'è differenza tra un protestato e un cattivo pagatore? Assolutamente si.

La situazione di un protestato risulta più grave poiché, oltre ad essere inserito all'interno di CTC e CRIF, è presente anche nel registro della Camera di Commercio, archivio in cui troviamo tutti quelli che si sono ritrovati più volte in situazioni di insolvenza o pignoramento.

I cattivi pagatori, invece, trovano il loro nominativo inserito solo nella banche dati di CRIF e CTC.

L'iscrizione a queste banche dati però non è permanente e dal CRIF è possibile cancellarsi.

I prestiti a cui possono accedere protestati e cattivi pagatori

Anche se in passato sono capitate situazioni spiacevoli in cui non è stato possibile mantenere l'impegno di un prestito, non vuol dire che la strada dovrà essere sempre sbarrata. Per protestati e cattivi pagatori la possibilità esiste e si chiama Cessione del Quinto.

La Cessione del Quinto è un prestito che dà la possibilità a protestati, pignorati e cattivi pagatori di ottenere liquidità e vivere con maggiore serenità facendo fronte a spese che altrimenti non si riuscirebbero a sostenere.

La Cessione del Quinto non richiede particolari garanzie se non una retribuzione fissa mensile. Infatti, è riservata ai dipendenti del settore pubblico, statale e privato e ai pensionati INPS.

Il rimborso è una delle comodità più apprezzate per questo prestito per cattivi pagatori e protestati. Infatti, avviene tramite trattenuta diretta in busta paga; in pratica, sarà il datore di lavoro ad occuparsi del pagamento. In questo modo il cliente sarà sicuro di rispettare tutte le scadenze.

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I contenuti e le opinioni eventualmente espresse all'interno di questo blog non rappresentano né corrispondono necessariamente al punto di vista della Società mandante.
Per saperne di più
Domande frequenti sui Prestiti per Protestati

Tutte le informazioni riguardo ad un protesto durano per un massimo di 5 anni dalla data di iscrizione alla banca dati.

La visura protesti è un documento della Camera di Commercio.

Nel momento in cui si viene protestati i dati del soggetto vengono inseriti in alcune banche dati come il CRIF e il CTC. Questa iscrizione potrà rendere complesse le successive pratiche di richieste di finanziamento.

La cancellazione di un protesto deve passare attraverso il tribunale competente, a seconda della provincia di residenza. Per sapere con certezza come fare, è necessario rivolgersi all'Ufficio competente del proprio Comune di residenza e farsi indicare l'iter specifico.

Per effettuare la verifica bisogna accedere alla banca dati della Camera di Commercio. La richiesta può essere effettuata direttamente online.